Lo psichiatra è un medico specialista in psichiatria, quella branca della medicina che si occupa della mente e della salute mentale.
Come medico può valutare il paziente nella sua completezza sia lato fisico che mentale, può praticare psicoterapia e può prescrivere farmaci. È diverso dallo psicologo, che è invece laureato in psicologia, e ha una formazione completamente diversa. Lo psichiatra, tuttavia, per formarsi deve completare un percorso piuttosto lungo. Infatti, il percorso per diventare psichiatra è il più lungo tra tutte le figure che lavorano nella salute mentale.
Il percorso è lungo ma anche molto affascinante.
Laurea in Medicina
Dopo il diploma, è necessario iscriversi al corso di Medicina e Chirurgia in un’università. Come sappiamo bene, la durata è di sei anni a ciclo unico. L’accesso al momento è dettato dal Semestre filtro, che come abbiamo visto è un periodo iniziale dove si studiano le principali materie come biologia, fisica e chimica. In genere nel corso dell’ultimo anno oltre a frequentare le lezioni e studiare per gli esami, si frequenta un reparto di proprio interesse e si elabora la tesi di laurea. Completati tutti gli esami, si discute l’elaborato di tesi, diventando “Dottori in Medicina e Chirurgia”.
Abilitazione alla professione medica
Conseguendo il titolo di “Dottori in Medicina e Chirurgia” è possibile praticare la professione di medici e iscriversi all’ALBO. Per esercitare la professione di psichiatra invece, è ancora troppo presto. Infatti, è necessario completare la scuola di specializzazione.
Per diventare specialisti si deve svolgere una specializzazione, un periodo di lavoro in cui si è medico specializzando. La specializzazione è infatti un periodo di lavoro (sotto supervisione) della durata di 4 o 5 anni, a seconda della specialità. Sotto supervisione significa che si lavora in reparti ospedalieri e ambulatori con una responsabilità crescente fino alla quasi completa autonomia, lavorando in ospedale universitario (soprattutto) con professori dell’università di cui fa parte la scuola di specializzazione, e con specialisti con esperienza.
La specializzazione in psichiatria
Scelta la specializzazione in psichiatria, si diventa medici specializzandi. Dopo un periodo il medico specializzando inizia a lavorare in psichiatria.
Approfondendo l’analisi, emerge una significativa variabilità nella formazione offerta dalle diverse scuole. Alcune risultano maggiormente orientate all’attività di reparto, altre all’ambito ambulatoriale; alcune privilegiano un approccio prevalentemente neurobiologico e farmacologico, mentre altre pongono un maggiore accento sull’approccio psicoterapeutico. Vi sono poi scuole che consentono di approfondire specifiche aree di intervento attraverso la frequenza di ambulatori dedicati, come quelli per il trattamento dei Disturbi del Comportamento Alimentare o delle dipendenze da sostanze. Infine, puntano a offrire una formazione più equilibrata, permettendo allo specializzando di alternare periodi in ambulatori specialistici e di scegliere, per quanto possibile, il percorso formativo più coerente con i propri interessi tra le opzioni disponibili. Per quanto riguarda la formazione psicoterapeutica, alcune scuole adottano un modello diffuso nel Regno Unito e negli Stati Uniti, che prevede la presa in carico continuativa dei pazienti nel corso degli anni, con discussione dei casi in supervisione settimanale secondo diversi orientamenti teorici, in particolare quello psicodinamico e quello cognitivo-comportamentale.
Terminato il percorso, dopo una tesi di specializzazione, il medico è specialista in psichiatria.
Dove può lavorare lo psichiatra?
Il medico psichiatra può, una volta ottenuto il titolo di specialista, praticare in piena autonomia come specialista medico. La psichiatria opera nell’ambito del trattamento farmacologico dei disturbi mentali, es. disturbi di personalità, disturbi dissociativi, schizofrenia, gravi forme di depressione, psicosi, allucinazioni.
Può lavorare in strutture pubbliche, strutture private convenzionate col SSN, o in uno studio privato. Può anche iniziare una carriera accademica concentrandosi sull’attività di ricerca ottenendo un Dottorato di Ricerca, diventando quindi ricercatore e poi professore.




