Diventare fisioterapista significa intraprendere un percorso sanitario che richiede preparazione scientifica, abilità pratiche e una forte componente relazionale. È una professione che accompagna il paziente nel recupero funzionale e nella riabilitazione, operando in contesti diversi come ospedali, strutture territoriali e ambito privato.
Per accedere alla professione è necessario seguire un percorso universitario ben strutturato, superando una selezione iniziale e conseguendo l’abilitazione finale. E in questo articolo, andremo ad analizzare i passaggi fondamentali del percorso formativo e professionale che ti porterà a lavorare come fisioterapista.
Chi è e cosa fa il fisioterapista?
Il fisioterapista è un professionista sanitario che si occupa della prevenzione, cura e riabilitazione dei disturbi del movimento e delle funzioni motorie. Lavora con pazienti di ogni età, intervenendo in seguito a traumi, interventi chirurgici, patologie neurologiche, ortopediche o respiratorie.
L’attività non si limita all’esecuzione di esercizi riabilitativi. Comprende anche la valutazione funzionale, la definizione del programma terapeutico e il monitoraggio dei progressi nel tempo, spesso in collaborazione con medici e altri professionisti sanitari.
Qual è il percorso da intraprendere per diventare fisioterapista?
Per diventare fisioterapista è necessario conseguire la laurea triennale in Fisioterapia, appartenente alla classe delle lauree delle Professioni Sanitarie della Riabilitazione (L/SNT2). Il corso ha una durata di tre anni e prevede un corso formativo articolato tra studio delle discipline di base, apprendimento delle tecniche riabilitative e pratica clinica sul campo.
Il piano di studi comprende insegnamenti di base, come l’anatomia, la fisiologia e la biomeccanica, affiancati da discipline specifiche come la fisioterapia ortopedica, neurologica, respiratoria e geriatrica. Parte fondamentale del percorso in Fisioterapia è il tirocinio clinico, che si svolge presso strutture sanitarie convenzionate e consente di acquisire competenze operative direttamente sul campo.
Test di ammissione e accesso al corso
Il corso di laurea in Fisioterapia è a numero programmato. L’accesso avviene tramite il test di ammissione per Professioni Sanitarie, una prova selettiva organizzata dagli atenei seguendo le indicazioni ministeriali.
Il test valuta le conoscenze di base richieste per accedere al percorso, con domande di logica, cultura generale, biologia, chimica, matematica e fisica. Il punteggio finale ottenuto verrà utilizzato per formare una graduatoria, attraverso la quale vengono assegnati i posti disponibili. Proprio per questo motivo, il livello di preparazione incide in modo diretto sulle possibilità di accesso.
Abilitazione, albo e formazione post laurea
Una volta conseguita la laurea in Fisioterapia, il neolaureato è già abilitato all’esercizio della professione. Ciò significa che non è previsto un esame di Stato separato dopo l’università e che l’accesso alla professione avviene direttamente al termine del percorso.
Per poter iniziare a lavorare è però necessario procedere con l’iscrizione all’albo professionale dei fisioterapisti, che rientra nell’Ordine TSRM-PSTRP. L’iscrizione rappresenta un passaggio obbligatorio e costituisce il requisito formale per poter esercitare la professione, sia nel settore pubblico che in quello privato.
Dopo l’ingresso nel mondo del lavoro, molti fisioterapisti scelgono di proseguire la formazione per ampliare le proprie competenze. I master di primo livello consentono di approfondire ambiti specifici, come la fisioterapia sportiva, neurologica, pediatrica o muscoloscheletrica, permettendo di orientare il proprio profilo verso settori più mirati.
È inoltre possibile accedere alla laurea magistrale in Scienze Riabilitative delle Professioni Sanitarie (LM/SNT2), un percorso che apre a ruoli di coordinamento, gestione dei servizi e formazione. In parallelo, l’aggiornamento professionale accompagna tutta la carriera attraverso il sistema ECM, che garantisce il mantenimento delle competenze nel tempo.
Dove può lavorare un fisioterapista?
Il lavoro del fisioterapista può svilupparsi in contesti molto diversi tra loro. La maggior parte dei professionisti opera all’interno di ospedali, cliniche private, centri di riabilitazione o strutture residenziali, ma non mancano opportunità anche negli ambulatori specialistici. Accanto al lavoro dipendente, molti fisioterapisti scelgono la libera professione, collaborando con studi medici, palestre, società sportive oppure offrendo trattamenti domiciliari.
Nel corso della sua carriera è comune che il fisioterapista alterni esperienze nel pubblico e nel privato, costruendo così un percorso flessibile che può adattarsi alle esigenze personali e professionali.
Comunque, Fisioterapia è una laurea che offre buone possibilità di inserimento nel mondo del lavoro. Le principali rilevazioni indicano infatti che una quota significativa dei laureati (spesso superiore al 70-80%) riesce a trovare lavoro entro il primo anno dal conseguimento del titolo.




