IMAT 2026, come funziona il test del 29 settembre

da | Set 9, 2026 | News | 0 commenti

Luca Testa

Test IMAT 2026 per Medicina in inglese del 29 settembre

Si chiudono oggi, 9 settembre, alle ore 15:00 le iscrizioni all’IMAT 2026, il test di ammissione per Medicina, Odontoiatria e Veterinaria in lingua inglese. La prova nazionale è in programma il 29 settembre 2026 e sarà composta da 60 domande da completare in 100 minuti.

Per chi ha già concluso l’iscrizione, iniziano quindi le ultime settimane di preparazione. Conoscere bene struttura, punteggio e tempi del test IMAT può aiutare a organizzare meglio il ripasso e l’allenamento prima della prova.

Test IMAT 29 settembre 2026

L’IMAT 2026 si svolgerà marted’ 29 settembre, con inizio alle ore 13:00 nelle sedi italiane. Nei test center esteri, invece, l’orario verrà adattato al relativo fuso orario.

La durata complessiva sarà di 100 minuti. Considerando i 60 quesiti previsti, significa avere in media circa un minuto e 40 secondi per ogni domanda.

Naturalmente non tutte le domande richiederanno lo stesso tempo. Proprio per questo, nelle ultime settimane può essere utile allenarsi anche a riconoscere rapidamente i quesiti più semplici e quelli da lasciare momentaneamente in sospeso.

Struttura della prova

Il test prevede 60 quesiti a risposta multipla, con cinque possibili opzioni e una sola risposta corretta.

La distribuzione delle domande sarà la seguente:

  • 4 quesiti di competenze di lettura e conoscenze acquisite negli studi,
  • 5 quesiti di ragionamento logico e problemi,
  • 23 quesiti di Biologia,
  • 15 quesiti di Chimica,
  • 13 quesiti di Fisica e Matematica.

La parte scientifica rappresenta quindi il cuore della prova. Infatti, 51 domande su 60, cioè l’80% dell’IMAT, riguardano Biologia, Chimica, Fisica e Matematica.

Biologia è la materia con il peso maggiore, con 23 quesiti, seguita da Chimica con 15. Questo non significa però che convenga trascurare le altre sezioni, soprattutto in una prova nella quale pochi punti possono modificare sensibilmente la posizione finale.

Punteggio minimo e valutazione delle risposte

Il punteggio dell’IMAT 2026 può arrivare fino a un massimo di 90 punti. Ogni risposta corretta vale 1,5 punti, una risposta errata comporta invece una penalizzazione di 0,4 punti, mentre una risposta non data vale zero.

Per i candidati UE e per quelli equiparati, il punteggio minimo IMAT necessario per essere considerati idonei è pari a 20 punti. La soglia non rappresenta però un punteggio che garantisce automaticamente l’ammissione, l’ingresso dipende dalla posizione in graduatoria e dai posti disponibili.

La penalizzazione rende importante anche la gestione delle risposte incerte. Durante le simulazioni conviene quindi abituarsi a distinguere tra una domanda sulla quale è possibile ragionare eliminando alcune alternative e una sulla quale si procederebbe soltanto a caso.

Come prepararsi nelle ultime settimane al test IMAt 2026

A poco più di due settimane dal test, non serve ripartire da zero. Questa fase dovrebbe essere utilizzata soprattutto per consolidare gli argomenti già studiati, individuare le lacune e migliorare la gestione del tempo.

Biologia e Chimica insieme rappresentano 38 quesiti su 60, ma anche Fisica e Matematica incidono per altre 13 domande. È quindi utile organizzare il ripasso in base alle proprie difficoltà, senza concentrare tutta la preparazione su una sola materia.

Un ruolo importante lo hanno anche le simulazioni. Affrontare quesiti in inglese permette di allenare contemporaneamente conoscenze, velocità di lettura e capacità di scegliere quando rispondere o passare alla domanda successiva.

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Quando escono risultati e graduatoria IMAT 2026

Dopo il test, il primo appuntamento è previsto per l’8 ottobre, quando saranno pubblicati su Universitaly i punteggi associati al codice identificativo dei candidati.

Dal 19 ottobre sarà possibile consultare nell’area riservata il proprio elaborato, il punteggio e la scheda anagrafica. La graduatoria IMAT 2026 nominativa sarà invece pubblicata il 26 ottobre.

Fino ad allora, però, l’obiettivo resta il 29 settembre. Le prossime settimane possono essere decisive per prendere confidenza con il test, ridurre gli errori e arrivare alla prova con una strategia già allenata.

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