Scegliere dove studiare Veterinaria significa valutare più elementi: numero di posti, modalità di accesso, strutture dell’ateneo e opportunità professionali dopo la laurea. Per il 2026/2027 i posti disponibili sono 1.399 complessivi, distribuiti quasi interamente nelle università statali.
Medicina Veterinaria appartiene alla classe LM-42, dura cinque anni e prevede 300 CFU. Il percorso prepara alla cura e alla salute degli animali, ma anche alla sanità pubblica, alla sicurezza alimentare, agli allevamenti e alla prevenzione delle malattie trasmissibili tra animali e uomo.
Quanti posti ci sono a Veterinaria nel 2026
Per l’anno accademico 2026/2027 sono previsti 1.399 posti complessivi: 1.339 nelle università statali e 60 alla Link Campus University di Roma (ateneo privato).
Per i candidati UE e non UE residenti in Italia che scelgono i corsi statali in italiano, la distribuzione è la seguente:
- Università di Bari – 60 posti
- Università di Bologna – 110 posti
- Università di Camerino – 57 posti
- Università di Messina – 95 posti
- Università degli Studi di Milano – 100 posti
- Università Federico II – 76 posti
- Università di Padova – 96 posti
- Università di Palermo – 47 posti
- Università di Parma – 75 posti
- Università di Perugia – 84 posti
- Università di Pisa – 75 posti
- Università di Roma Tor Vergata – 80 posti
- Università di Sassari – 56 posti
- Università di Teramo – 70 posti
- Università di Torino – 120 posti
Le sedi con più posti in questo contingente sono quindi Torino (sede di Grugliasco), Bologna (sede di Ozzano dell’Emilia), Milano (sede Lodi) e Padova (sede Legnaro). Avere più posti, però, non significa automaticamente che sia più facile entrare. Contano anche il numero di candidati, i risultati ottenuti e le preferenze espresse in fase di iscrizione al semestre filtro.
Come funziona l’accesso a Veterinaria
Per i corsi statali in lingua italiana non c’è più il tradizionale test di ingresso a Veterinaria prima dell’inizio delle lezioni. L’accesso ora passa attraverso il semestre filtro, lo stesso sistema utilizzato per Medicina e Odontoiatria.
Gli studenti frequentano le lezioni di Biologia, Chimica e propedeutica biochimica e Fisica, per un totale di 18 CFU, e sostengono poi gli esami nazionali. Per il 2026/2027 gli appelli sono fissati al 10 dicembre 2026 e all’11 gennaio 2027.
Durante l’iscrizione bisogna indicare almeno dieci sedi nelle quali si è disponibili a proseguire Veterinaria, oltre a un corso affine e almeno cinque sedi per quest’ultimo. I risultati degli esami determinano l’inserimento nella graduatoria nazionale e l’eventuale assegnazione della sede.
Diverso è il caso dei corsi di Veterinary Medicine in lingua inglese, che seguono una propria procedura di ammissione nazionale.
Cosa fare se non si entra a Veterinaria
Chi non ottiene un posto può proseguire nel corso affine indicato durante l’iscrizione al semestre aperto, secondo le regole stabilite dal MUR.
Tra le alternative più vicine al mondo animale c’è la classe L-38, che comprende corsi legati a produzioni animali, zootecnica e benessere animale. Tra le altre classi affini rientrano Scienze Biologiche L-13, Biotecnologie L-2 e Farmacia e Farmacia Industriale LM-13.
La scelta dipende dall’obiettivo: L-38 mantiene un legame più diretto con il settore animale, mentre Biologia e Biotecnologie offrono una formazione maggiormente orientata alle scienze di base e di laboratorio.
Veterinaria nelle università private
Nel 2026/2027 l’unica università non statale con Medicina Veterinaria è la Link Campus University di Roma. Il corso LM-42 dura cinque anni, prevede 300 CFU ed è erogato in presenza e in italiano.
I posti sono 60 complessivi: 50 candidati UE e non UE residenti in Italia e 10 per candidati non UE residenti all’estero. L’accesso non passa dal semestre aperto, ma da una prova organizzata dall’ateneo, prevista il 15 settembre 2026.
Se vuoi prepararti alla prova, puoi allenarti con la nostra simulazione del test di Veterinaria e verificare il tuo livello prima dell’esame.
Quali sono gli sbocchi lavorativi dopo Veterinaria
La laurea in Medicina Veterinaria apre a diversi percorsi. Il più conosciuto è la clinica degli animali da compagnia, ma un veterinario può anche lavorare con animali da reddito, cavalli o specie esotiche.
Gli sbocchi comprendono inoltre allevamenti, sanità pubblica veterinaria, controllo degli alimenti di origine animale, prevenzione delle zoonosi, industria farmaceutica e mangimistica, ricerca e Istituti Zooprofilattici. Con i requisiti previsti è possibile lavorare anche nel Servizio Sanitario Nazionale.




