Professioni Sanitarie 2026, oltre 75mila candidati e boom per Fisioterapia

da | Set 16, 2026 | News | 0 commenti

Luca Testa

Candidati al test di Professioni Sanitarie 2026 con focus su posti e corsi più richiesti

Oltre 75 mila candidati per le Professioni Sanitarie 2026 e un interesse tornato a crescere con forza. La prova di ammissione svolta il 16 settembre ha coinvolto migliaia di studenti in tutta Italia, ma i numeri mostrano una situazione molto diversa a seconda del corso scelto.

Nel complesso, considerando università statali e private, sono state presentate oltre 75.500 domande per un totale di 38.184 posti.  Le richieste sono aumentate del 17,5% rispetto allo scorso anno, mentre la crescita dei posti è stata decisamente più contenuta.

Per chi ha affrontato il test, però, il dato nazionale racconta solo una parte della situazione. La vera differenza emerge guardando ai singoli corsi, dove il rapporto tra domande e posti disponibili può cambiare parecchio.

I numeri per Professioni Sanitarie 2026

Nelle 41 università statali sono state registrate 68.067 domande per un totale di 33.958 posti, contro le 57.993 candidature dello scorso anno. La crescita è quindi del 17,4% e conferma un ritorno di interesse piuttosto netto verso i corsi delle Professioni Sanitarie.

A queste si aggiungono circa 7.500 domande raccolte dalle nove università private, che dispongono complessivamente di altri 4.226 posti. Si arriva così a circa 75.500 candidature, con un rapporto medio vicino a due domande per ogni posto disponibile.

Il numero complessivo autorizzato dal MUR è in realtà leggermente più alto: 39.624 posti. Di questi, 38.184 sono destinati ai candidati UE e non UE residenti in Italia. mentre altri 1.440 sono riservati agli studenti extra UE residenti all’estero. 

I corsi più competitivi di Professioni Sanitarie 2026

È entrando nel dettaglio dei singoli corsi che la situazione cambia maggiormente. Fisioterapia si conferma il percorso con la concorrenza più alta, con ben 25.146 domande a fronte di 4.086 posti disponibili. In media significa circa 6,2 candidati per ogni posto, con richieste aumentate di quasi il 20% rispetto allo scorso anno.

Una situazione simile riguarda Logopedia, dove 5.707 candidature si contendono 1.150 posti. Il rapporto scende leggermente, ma resta vicino a 5 candidati per ogni posto e rende anche questo corso uno dei più selettivi dell’area sanitaria.

La competizione resta elevata anche per Ostetricia, con 4.380 domande per 1.350 posti, e per Tecniche di Radiologia Medica, che arriva a 6.155 candidature per 1.949 posti. Proprio quest’ultimo corso registra una delle crescite più marcate dell’anno, con quasi il 30% di richieste in più rispetto al 2025.

Il corso di laurea in Infermieristica torna a crescere

Il quadro è diverso per Infermieristica, che continua a essere il corso con maggior numero di posti disponibili. Nel 2026 le domande sono salite a 21.907, contro 20.672 posti, registrando una crescita del 16,3% rispetto allo scorso anno. A livello nazionale il rapporto è quindi poco superiore a un candidato per posto, molto lontano dai valore di Fisioterapia o Logopedia. Questo dato, però, va interpretato con attenzione perché non significa che l’accesso sia semplice in tutte le università.

Le candidature non sono infatti distribuite in maniera uniforme e la concorrenza può cambiare parecchio da una sede all’altra. Alcuni atenei raccolgono molte più domande rispetto ai posti disponibili, mentre in altri il rapporto è più equilibrato.

Per chi ha sostenuto oggi la prova, quindi, sarà soprattutto la situazione dell’università scelta a determinare quanto competitivo dovrà essere il proprio punteggio.

I numeri delle regioni

Anche guardando al territorio emergono differenze importanti. La crescita delle candidature ha interessato gran parte d’Italia, ma con intensità molto diverse tra una regione e l’altra.

L’aumento più consistente si registra nelle Marche, dove le domande sono cresciute del 30,9%. Seguono Friuli-venezia Giulia con il 28%, Campania con il 27,6% e Puglia con il 22,4%. Mentre per regioni come la Liguria e il Veneto l’aumento è stato più contenuto.

Questo rende ancora meno utile affidarsi soltanto alla media nazionale per capire come possa essere andato il proprio test. Lo stesso punteggio può infatti avere un peso molto diverso in base al corso scelto, all’università, ai posti disponibili e al numero di candidati presenti in quella sede.

Cosa succede ora per chi ha sostenuto il test

Conclusa la prova, l’attenzione passa adesso a punteggi e graduatorie. È questo il momento in cui i numeri sulle candidature inizieranno ad avere un significato più concreto per gli studenti.

Per le Professioni Sanitarie non esiste infatti una graduatoria nazionale unica. Ogni università gestisce autonomamente la selezione e indica nel proprio bando le date per la pubblicazione dei risultati, le modalità di immatricolazione e gli eventuali scorrimenti. Nei prossimi giorni sarà quindi importante controllare le comunicazioni dell’ateneo in cui è stata sostenuta la prova.

La fotografia che emerge dal 2026 è comunque già abbastanza chiara, l’interesse verso le Professioni Sanitarie è tornato a crescere, ma non tutti i candidati si trovano davanti allo stesso livello di concorrenza. Per chi ha scelto Fisioterapia, Logopedia, Ostetricia o Tecniche di Radiologia Medica la selezione sarà particolarmente serrata, mentre in altri corsi il rapporto tra domande e posti lascia un margine decisamente più ampio.

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