Capire come diventare pediatra significa conoscere un percorso formativo strutturato, regolamentato a livello nazionale e articolato in più fasi. Dalla laurea in Medicina e Chirurgia, oggi abilitante alla professione, fino alla Scuola di Specializzazione in Pediatria, l’iter richiede anni di studio e una preparazione clinica progressiva orientata alla tutela della salute dell’età evolutiva.
Si tratta di una professione sanitaria centrale nel sistema di tutela dell’età evolutiva, con responsabilità cliniche, preventive e relazionali che accompagnano il bambino dalla nascita fino all’adolescenza.
Come diventare Pediatra? Struttura del percorso universitario
Il primo passo per chi vuole capire come diventare pediatra è l’accesso al corso di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia, della durata di sei anni.
Dal 2025/26 l’accesso a Medicina è stato riorganizzato con il cosiddetto semestre filtro. L’iscrizione avviene con accesso inizialmente aperto, ma la permanenza nel corso è subordinata al superamento degli esami previsti nel primo semestre, in particolare nelle discipline base come biologia, chimica e fisica.
La laurea è abilitante e il tirocinio professionalizzante è integrato nel percorso. Una volta conseguito il titolo, è quindi possibile iscriversi all’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri per esercitare la professione medica.
Tuttavia, per lavorare come pediatra non basta la laurea, ma è obbligatorio completare la formazione specialistica.
In cosa consiste la specializzazione in Pediatria?
Il secondo passaggio fondamentale per diventare pediatra è l’accesso alla Scuola di Specializzazione in Pediatria.
L’ammissione avviene tramite concorso nazionale per le Scuole di Specializzazione di area medica. Prevede una selezione tramite graduatoria, unica a livello nazionale, e l’assegnazione dipende dal punteggio ottenuto e dalle preferenze espresse. Una volta ammessi, il percorso ha una durata di 5 anni e prevede un contratto di formazione specialistica. Durante questo periodo il medico non è più uno studente, ma un professionista in formazione che lavora a tempo pieno in ospedale o nelle strutture convenzionate.
Il percorso è fortemente pratico, nei primi anni si acquisiscono competenze generali nella gestione del neonato e del bambino, tra reparto, pronto soccorso e sala parto. Negli anni successivi è invece possibile orientarsi maggiormente verso ambiti specifici, come:
- neonatologia
- endocrinologia pediatrica
- pneumologia
- gastroenterologia
- emergenza-urgenza
È una formazione che richiede grande capacità organizzativa e disponibilità a turni notturni e festivi, soprattutto per chi sceglie l’ambito ospedaliero. Possiamo osservare come quindi la specializzazione è una fase cruciale non solo per acquisire le competenze cliniche, ma anche per capire quale tipo di pediatria si intende esercitare in futuro.
Competenze e ambiti di intervento
La pediatria è la branca della medicina dedicata alla salute del neonato, del bambino e dell’adolescente. Non riguarda solo la cura di malattie, ma anche la prevenzione, educazione sanitaria e il monitoraggio dello sviluppo.
Il pediatra si occupa di:
- crescita staturo-ponderale e sviluppo psicomotorio
- vaccini e screening preventivi
- patologia infettive respiratorie e gastrointestinali
- disturbi allergici e respiratori
- malattie croniche dell’età evolutiva
- problematiche endocrine e metaboliche
- disturbi del neurosviluppo
Questa ampiezza di competenze rende la pediatria uno dei settori medici più trasversali. Il professionista deve infatti avere una visione globale del bambino, ma allo stesso tempo può sviluppare competenze più mirate in specifici ambiti.
All’interno della disciplina esistono infatti numerose aree di approfondimento, tra cui la neonatologia, cardiologia pediatrica, gastroenterologia pediatrica, pneumologia, endocrinologia, ematologia e oncologia pediatrica.
Dove può lavorare un Pediatra?
Dopo la specializzazione il pediatra può inserirsi in contesti professionali diversi tra loro, sia nel settore pubblico sia in quello privato.
Una delle scelte più frequenti è quella del pediatra di libera scelta, che opera sul territorio in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale. Segue i bambini fino ai 14 anni e svolge attività di bilanci di salute, vaccinazione, gestione delle patologie e coordinamento con altri specialisti.
Altri pediatri scelgono di lavorare in ambito ospedaliero, dove si occupano della gestione clinica dei pazienti ricoverati, urgenze pediatriche e, dove lo prevedono, anche dell’assistenza in sala parto. L’attività può includere anche il lavoro in reparto, in pronto soccorso pediatrico e nei servizi di neonatologia.
Tra le possibili evoluzioni professionali rientrano anche la neonatologia e la libera professione. La prima si concentra sull’assistenza ai neonati, compresi prematuri e pazienti ricoverati in terapia intensiva. La libera professione, invece, può affiancare o sostituire l’attività nel SSN, soprattutto in settori come allergologia, pneumologia o gastroenterologia pediatrica.




