Quali sono le professioni sanitarie più richieste nel 2026 e quali lauree offrono maggiori possibilità di trovare lavoro? Per chi sta scegliendo il proprio percorso universitario, conoscere le prospettive occupazionali può essere utile per confrontare corsi come Infermieristica, Fisioterapia, Logopedia e Tecniche di radiologia medica.
I dati pubblicati nel 2026 mostrano un quadro positivo: l’87,9% dei laureati nelle Professioni Sanitarie risulta occupato a un anno dal titolo, secondo l’elaborazione dei dati AlmaLaurea. Le opportunità, però, cambiano in base alla professione, al territorio e al settore in cui si desidera lavorare.
Quali sono le professioni sanitarie più richieste nel 2026?
Tra le professioni sanitarie più richieste nel 2026 troviamo soprattutto infermieri, fisioterapisti, logopedisti e tecnici sanitari. Per comprendere quali offrano le maggiori opportunità lavorative, però, bisogna distinguere il fabbisogno di personale dai tassi di occupazione dei laureati.
Secondo l’accordo della Conferenza Stato-Regioni del 23 luglio 2026, il fabbisogno formativo più elevato riguarda gli infermieri, per i quali sono state individuate 25.479 unità a livello nazionale. Seguono, considerando le rispettive aree professionali, le figure tecnico-sanitarie e diagnostiche e quelle della riabilitazione.
Un altro elemento da considerare è la popolarità dei corsi universitari. Fisioterapia, ad esempio, resta tra i percorsi più competitivi per l’ammissione, con oltre 25 mila candidature registrate nel 2026. Tuttavia, un numero elevato di aspiranti studenti non corrisponde necessariamente a una maggiore richiesta di professionisti da parte del mercato del lavoro. Per approfondire questa differenza, puoi consultare i dati sui candidati alle Professioni Sanitarie 2026.
Le professioni sanitarie con più sbocchi lavorativi
I dati dell’indagine AlmaLaurea 2026 permettono di confrontare l’occupazione dei laureati nelle diverse professioni. La rilevazione riguarda i laureati del 2024 intervistati a un anno dal conseguimento del titolo.
Nel complesso, il tasso di occupazione raggiunge l’87,9%, in crescita rispetto all’84,8% dell’indagine precedente. Alcuni percorsi registrano percentuali ancora più alte.
| Professione sanitaria | Occupati a un anno dalla laurea |
|---|---|
| Podologo | 91,1% |
| Igienista dentale | 90,7% |
| Fisioterapista | 90,0% |
| Infermiere | 89,7% |
| Logopedista | 89,7% |
| Tecnico ortopedico | 89,7% |
| Tecnico sanitario di radiologia medica | 89,4% |
| Terapista occupazionale | 89,2% |
| Tecnico di neurofisiopatologia | 87,9% |
Il risultato più alto riguarda Podologia, seguita da Igiene Dentale e Fisioterapia. Anche Infermieristica, Logopedia e Tecniche di radiologia medica si collocano sopra la media nazionale del settore. Comunque, queste percentuali rappresentano la quota di occupati tra i laureati coinvolti nell’indagine, non una garanzia di trovare lavoro dopo la laurea. Inoltre, non indicano direttamente il numero di posti vacanti o le retribuzioni previste per ciascuna professione.
Infermieri, fisioterapisti e tecnici: dove c’è più richiesta di personale?
Per capire dove si concentra la domanda di professionisti sanitari bisogna osservare anche il fabbisogno formativo indicato dalle Regioni.
Per l’anno accademico 2026/27 sono state individuate 25.479 unità per Infermieristica, 6.363 per l’insieme delle professioni della riabilitazione e 6.466 per quelle tecnico-sanitarie e diagnostiche. A queste si aggiungono 1.671 unità per ostetriche e infermieri pediatrici. I numeri, pubblicati dalla Conferenza delle Regioni, servono a programmare la formazione universitaria in relazione alle esigenze del sistema sanitario. Non rappresentano quindi altrettante offerte di lavoro o assunzioni già programmate.
Infermieristica presenta quindi il fabbisogno numericamente più consistente, anche per la varietà dei contesti in cui opera questa figura: ospedali, servizi territoriali, assistenza domiciliare e strutture sociosanitarie.
Fisioterapisti e logopedisti lavorano invece soprattutto nell’ambito della riabilitazione, mentre i tecnici sanitari di radiologia medica e di laboratorio biomedico svolgono attività fondamentali nei servizi diagnostici. Le possibilità occupazionali dipendono anche dalla distribuzione delle strutture sul territorio e dalla presenza di opportunità nel settore privato.
Quali saranno le professioni sanitarie più richieste in futuro?
Le prospettive occupazionali del settore sanitario saranno influenzate soprattutto dall’invecchiamento della popolazione e dall’evoluzione dei servizi di assistenza.
Secondo le previsioni demografiche ISTAT pubblicate nel 2026, entro il 2050 gli over 65 potrebbero rappresentare il 34,5% della popolazione italiana, rispetto al 24,7% del 2025. L’aumento della popolazione anziana potrebbe rafforzare la necessità di assistenza continuativa, riabilitazione e servizi sanitari territoriali. In questo scenario, figure come infermieri, fisioterapisti, terapisti occupazionali e altri professionisti della riabilitazione potrebbero assumere un ruolo sempre più importante.
Anche l’innovazione tecnologica contribuirà a trasformare alcune attività professionali. L’utilizzo di strumenti digitali, sistemi diagnostici avanzati e nuove tecnologie sanitarie richiederà competenze aggiornate, soprattutto nelle professioni tecniche. Non è quindi possibile stabilire oggi una classifica certa delle professioni sanitarie più richieste nei prossimi anni. Tuttavia, le prospettive dipenderanno dagli investimenti nella sanità, dall’organizzazione dei servizi e dalle effettive necessità di personale.
Quale laurea sanitaria scegliere per trovare lavoro?
I dati occupazionali rappresentano un buon punto di partenza, ma nella scelta della laurea è importante considerare anche i propri interessi, le attitudini personali e il tipo di lavoro che si vorrebbe svolgere. Ogni professione sanitaria richiede competenze differenti e offre la possibilità di operare in contesti diversi.
Per orientarsi tra i vari percorsi, può essere utile partire dalle attività che suscitano maggiore interesse:
- Assistenza e rapporto con i pazienti: Infermieristica è indicata per chi desidera prendersi cura delle persone, monitorare le condizioni di salute e partecipare direttamente ai percorsi di assistenza.
- Movimento e riabilitazione fisica: Fisioterapia è adatta a chi è interessato all’anatomia, al movimento e al recupero delle capacità motorie dopo traumi, interventi o patologie.
- Comunicazione e linguaggio: Logopedia permette di lavorare con bambini e adulti che presentano difficoltà legate al linguaggio, alla comunicazione, alla voce o alla deglutizione.
- Tecnologia e diagnostica: Tecniche di radiologia medica e Tecniche di laboratorio biomedico sono percorsi interessanti per chi ama le materie scientifiche, l’utilizzo di apparecchiature specialistiche e le analisi diagnostiche.
- Prevenzione e benessere: Igiene Dentale, Dietistica e Podologia sono percorsi rivolti a chi vuole occuparsi della prevenzione, dell’educazione alla salute e del trattamento di specifiche problematiche.
Un altro aspetto da valutare riguarda le opportunità lavorative sul territorio. L’indagine AlmaLaurea 2026 evidenzia differenze nei tassi di occupazione tra le regioni, con risultati generalmente più elevati in alcune aree del Nord Italia. Prima di scegliere, conviene quindi confrontare i piani di studio, le attività di tirocinio e le prospettive professionali.
Come accedere ai corsi di Professioni Sanitarie
I corsi di laurea in Professioni Sanitarie durano generalmente tre anni e prevedono 180 CFU, tra lezioni teoriche, laboratori e tirocini professionalizzanti. L’accesso è a numero programmato e richiede il superamento di una prova di ammissione. Per partecipare è necessario consultare il bando ufficiale dell’ateneo, che specifica posti disponibili, scadenze, modalità della selezione e criteri di graduatoria. Le procedure possono variare tra università statali e private, perciò è importante informarsi con anticipo.
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